Mirella Valentini
copywriter, creatore di contenuti, autore

Jessica Rossi, la favola emiliana di un oro olimpico
Nel 1845 un meteorite cade nei pressi di Ferrara.
La frattura del suolo, riportata dalla cronaca dell’epoca, smuove ignoti equilibri e la natura comincia a cantare l’avvento di un Germoglio. Dopo un secolo e mezzo nasce la seconda figlia dei ventenni Monica e Ivan Rossi, Jessica. Accanto alla neonata appare una creatura millenaria invisibile agli occhi umani, intenzionata a non lasciarla più. Tra lei, la bimba e la campagna emiliana nasce un’intima rispondenza. Quando Jessica centra due bersagli col fucile del padre, appassionato di tiro a volo, la creatura abbandona la piccola per rientrare nella sua vita solo di quando in quando. Giulio, raccoglitore di frutta mite e ispirato, è il solo ad avvertire il legame tra quell’essere volubile e Jessica. Saranno il carattere, un amore ostinato, la tensione alla sfida olimpica e la paura di perdere la sua gente a fare della bimba di campagna prima una campionessa, poi una donna.

Rassegna stampa
L’infallibile Jessica
Con “Polvere rosa” Mirella Valentini racconta la storia della ragazza d’oro bolognese vincitrice del titolo olimpico nel tiro al piattello
— 27 febbraio 2018
Polvere Rosa
di Mario Salvini
Da raccontare Jessica ne ha. Per cui se anche a qualcuno potrebbero venir dei dubbi su una biografia scritta a venticinque anni, basta poi un rapido ripasso delle sue vittorie, metterle in relazione all’età, ed è già immediato capire che da leggere c’è molto. Tanto più che ci sono un sacco di successi, quello olimpica di Londra, e tre mondiali, e altri ancora, ma non è proprio stato tutto oro. Anzi. E dunque c’è anche tutto un aspetto umano da esplorare, per capire meglio chi è Jessica Rossi. Cioè una delle migliori atlete italiane che, con la passione e il talento che ha, promette di diventare una delle più vincenti di sempre.
Solo che, a sentire lei e Mirella Valentini che l’ha scritta, non è nemmeno una biografia. Non una vera biografia. E’ una favola. Jessica l’ha sempre detto: “Sono in contatto con una giornalista con cui sto scrivendo una favola”. Ma mica nel senso – trito e un po’ stucchevole – della fiaba dell’atleta che viene dal nulla e diventa eroe. No, è proprio una storia, la sua, raccontata come una favola. Nel senso che se uno ha dimestichezza col genere fantasy forse ci si trova più a suo agio. Tutto comincia il 15 maggio del 1824, quando un meteorite cade nei pressi di Ferrara, in quella terra in cui Jessica è nata e cresciuta. E da allora in poi è tutto un seguito di segni del destino. Reali e immaginati. Jessi è “nata vestita”, e ovviamente, se già non lo sapete, andate a leggere per sapere cosa significa. Mirella Valentini immagina e racconta che lì di fianco a Jessica, dalla nascita e poi in tutti i momenti della vita e su tutte le pedane, ci sia sempre stata una dea, Diana, divinità della caccia (che Jessica non ha mai praticato, peraltro) la sua protettrice. E dunque tutta la vicenda di Jessica è la parabola, in buona parte ancora da tracciare, di una predestinata.
Per dar l’idea: c’è un vicino di casa sciamano che in un momento fondamentale della carriera della giovanissima e a lui carissima Jessica prende e va in pellegrinaggio pagano al tempio di Diana Vesta, a Nemi. E poi uno strano guardiano, la cui identità è meglio che resti qui ignota, per dare un po’ di suspense.
E poi ovviamente ci sono le gare, l’attesa. La cavalcata del 2009, e poi il trionfo e la gloria di Londra. Tanta “Polvere Rosa”, da cui il bel titolo, appropriato: il segnale, molto femminile, che il piattello è stato centrato e si è rotto. Ma ci sono poi anche i tanti dubbi, i periodi di difficoltà, le “rotture”, come le chiama l’autrice, intesi come momenti di passaggio nella vita di Jessica. La storia d’amore con Mauro De Filippis. Molti aneddoti gustosi (raccomandato quello della doppia convocazione per la Coppa del Mondo ad Acapulco). E prima ancora la vita della sua famiglia, le sue peculiarità così importanti per il carattere di Jessica.
Jessica che anche in mezzo a tutto quel contorno fantasy è descritta benissimo. Esaltata nella sua “selvatica” saggezza, nella sua sicurezza in se stessa. Tratteggiata benissimo anche nei particolari e nelle sua passioni: “X e Y sono tra i pochi esseri umani che piacciono a Jessica!”. E questo, il ritratto bello e realistico di Jessica, è davvero il pezzo forte del libro.
Poi ci sono anche momenti del tutto sorprendenti: tipo quando dal nulla saltano fuori le “bacchette di John Bonham”. O sconcertanti: tipo il continuo aggiornamento su quello che, in occasione di vari passaggi temporali nella vita e nella carriera di Jessica, stava facendo in quel momento Silvio Berlusconi, con anche una certa ammirazione, peraltro abbinata al dileggio vero e proprio (e gratuito) di Romano Prodi. Il quale esce comunque meno peggio dei giornalisti, continuamente citati: Jessica li mal sopporta (“Ma cosa vogliono da me?”). I suoi genitori, la mamma soprattutto, li odiano. Ad Albano Pera “Non sono mai andati a genio”. E in ogni passaggio sono descritti come dei mezzi scemi che nella migliore delle ipotesi fanno domande fuori luogo, quando non tendenziose. Uno spasso proprio.
“POLVERE ROSA”, di Mirella Valentini, è stato realizzato con il supporto di Fiocchi, azienda di munizioni e sponsor tecnico di Jessica. E’ edito da Minerva. La cosa migliore è ordinarlo online, costa 16,90 euro.
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— 9 gennaio 2018
Polvere Rosa
— 26 febbraio 2018
Jessica Rossi presenta “Polvere Rosa”
“Polvere rosa” è il libro scritto da Mirella Valentini di cui è protagonista Jessica Rossi, tiratrice Azzurra di Fossa Olimpica.
di Marco Vettoretti – Fiocchi Munizioni
È stato presentato all’auditorium Primo Maggio di Crevalcore, la sua città, a cui ha dedicato l’oro Olimpico di Londra 2012, e si intitola “Polvere rosa”: è il libro scritto da Mirella Valentini di cui è protagonista Jessica Rossi, tiratrice Azzurra di Fossa Olimpica.
— Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea è stata di Mirella, l’autrice, ed è nata subito dopo i Giochi Olimpici di Londra 2012. Dopo avermi visto vincere la medaglia d’ oro mi ha contattato, e mi ha presentato questo suo progetto un po’ particolare, a metà strada tra realtà a fantasia. È un libro su cui abbiamo lavorato a lungo, e non nascondo di aver avuto anche dei dubbi a riguardo. L’idea, però, quella mi è piaciuta da subito… A 20 anni sarebbe stato un po’ presuntuoso di scrivere una biografia, e Mirella ha saputo trovare il giusto compromesso.
— Ti è stato facile aprirti, mostrare lati di stessa che non tutti conoscevano?
No, non è stato facile. Ho avuto le mie difficoltà. Dentro il libro ci sono anche cose che tante persone non sanno, non conoscono. Nel lungo periodo di gestazione del libro ho avuto anche momenti no, e dentro troverete anche quelli. Ho voluto raccontare tutto, alti e bassi, gioie e dolori. Mi piacerebbe che questo venisse visto come un esempio dai più giovani, che i momenti più e meno belli si possono raccontare allo stesso modo.
— Hai in mente di proseguire nella promozione di “Polvere rosa” dopo Crevalcore?
La prima tappa a Crevalcore era doverosa, questo paese mi ha dato tanto e gli sarò legata per sempre. Ci saranno altre tappe e altre presentazioni, una sicuramente a Bologna, ma non è stata definita ancora alcuna data.
— Qual è stato il ruolo di Fiocchi in questo progetto?
Fiocchi è con me da tantissimo tempo, dall’inizio della mia carriera, e ci tenevo che fossero al mio fianco anche in questa nuova avventura. Anche a loro il progetto è piaciuto da subito, ed è stato confortante avere il loro supporto lungo tutto questo percorso.
— Pur non essendo una biografia, “Polvere rosa” si inserisce in un filone molto fertile, quello dei libri i cui protagonisti sono i grandi atleti dello sport.
Sì, è vero, anche se credo che un libro come questo ancora non esista. L’idea, ripeto, è stata di Mirella Valentini, e mi ha colpito da subito per la sua originalità, per il suo voler mescolare realtà e fantasia, fino quasi a sconfinare nella favola. Ed è una cosa per quale la devo ringraziare tantissimo, è stata molto brava.
— È stato un anno di grandi progetti per te, sia dal punto di vista personale che sportivo. Il prossimo?
È stato un anno intensissimo! Il campo di casa in realtà non ha mai chiuso, abbiamo prima costruito i due campi da tiro nuovi, così da poterli utilizzare da subito, mentre i due più vecchi venivano ristrutturati assieme alla struttura. E a questo vanno aggiunti il libro, ovviamente, e i risultati positivi, che sono finalmente tornati. Ora l’obiettivo sul lungo termine è senza dubbio Tokyo 2020, ma è un percorso che va affrontato per tappe, e la prima di queste sarà nel 2018, quando al Campionato del Mondo di Changwon (KOR) verranno assegnate le prime carte Olimpiche.
— 21 dicembre 2017









